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La finestra teologica

Rubrica curata dalle studenti dell'ISSR di Ancona.


Ogni settimana un testo teologico incontrato nel percorso degli studi che le ha fatte meditare, riflettere, interrogarsi.



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Finestra teologica
2. Profondità del carnale

Ѐ curioso – dice a se stessa – che per me lui sia prima di tutto un volto,
e io voglia essere per lui un corpo.²⁰
 
Prima di essere linguaggio, al di là del linguaggio, la voluttà è vertigine. Irriducibile al piacere e anche al godimento, è indissociabilmente sensazione ed emozione. Emozione suscitata dal presentimento di un abisso, di una profondità che non è una dimensione dello spazio ma dell’ esperienza del « senza fondo»
 dell‘essere carnale dell’ altro. L’altro è ordinariamene percepito e incontrato a partire dalla sua forma, dal suo aspetto,dalla sua apparenza. La comunicazione è simbolica e, in complesso, egli appare in modo un po’ disincarnato. Interlocutore, collaboratore, avversario, è prima di tutto come soggetto di parola, di pensiero o di azione che viene incontrato. Predomina ciò che Hegel chiama la «lotta delle coscienze».
Ora ecco che di colpo, talvolta, ci si ricorda dello spessore di questo corpo, della sua densità, della sua opacità, ma anche della sua fragilità, della sua debolezza o della sua vulnerabilità. Nasce il desiderio di conoscerlo in modo non indiretto e simbolico, ma, in modo immediato, totale. «Conoscere in senso biblico»…  Ѐ la nascita del desiderio carnale come desiderio di incarnazione dell’altro… e di se stessi.
 
²⁰A.PIEYRE DE MANDIARGUES, Le lys de la mer, cit. in H. VAN LIER, l’intention sexsuelle, Casterman, Tournai-Paris 1968, 43.
 
XAVIER LACROIX “Il corpo di carne. La dimensione etica, estetica e spirituale dell’amore”
EDB, 1996 Pag 56-57.


Come mettere in evidenza la nostra esperienza spirituale, cioè la salvezza, e nello stesso tempo non negare la esperienza carnale?. In più la teologia dovrebbe indicare la via per superare questo contrasto?.
                                                                                                                              Violana Russo.
Simona Baccani - ISSR Ancona E-mail
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ImageNome: Simona

Cognome: Baccani

Nata ad Ancona il 10 /09/73

Titolo di studio: Laurea in Scienze dell’educazione (educatore professionale)

Studio teologico: iscritta all’ISSR Lumen Gentium di Ancona

Esperienze: educatrice Oratorio Salesiano, catechista, animatrice dei corsi di preparazione al matrimonio

Membro dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Familiare

Ultimo aggiornamento ( Saturday 31 July 2010 )
Finestra teologica 9 E-mail
Finestra teologica

"Ciò che permette di dire che una rappresentazione di Dio è giusta è che essa serve la vita dell’uomo e la sua umanità. Ed è questa una prima regola a cui attenersi: ogni rappresentazione di Dio che va contro l’uomo, contro la  sua vita, contro la sua umanità, che lo sminuisce o lo distrugge è una falsa rappresentazione di Dio. Oppure, ma è la stessa cosa, ogni modo di vivere la religione che porta a disprezzare un uomo, a ridurlo a oggetto o a ucciderlo, nel suo corpo o nella sua mente, rimanda a un falso Dio. Meglio essere ateo e servire la dimensione umana dell’uomo che essere un uomo religioso posseduto da una rappresentazione di Dio che deforma lo sguardo sull’uomo e che semina morte. Un Dio degno dell’uomo, un Dio  per l’uomo, non può essere che un Dio che aiuta l’uomo a diventare più umano e che lo libera da ciò che, dentro di lui o fuori di lui, lo disumanizza."

 Jean-Marie Ploux   Dieu n’est pas ce que vous croyes!, Mountrouge,  Bayard, 2008; tr. it. M.N.Depeyrot, G. Rovero  Dio non è quel  che credi, Magnano, Qiqajon, 2010 pag. 13.


Il Dio che si fa degno dell’uomo non è forse un’esortazione per l’uomo stesso a non accentrarsi sulla trascendenza divina poiché in Dio l’uomo non è un semplice limite superato ma è l’ amato?

Alessandra Guercio

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Finestra teologica
"per il caso di conflitto non è possibile indicare una soluzione unica, ma sono necessarie distinzioni.[......]Il caso in cui è necessario uniformarsi alle affermazioni magisteriali dovrebbe essere quello normale e abituale.. Esso si riscontra ovunque la coscienza non si esprima con definitiva certezza [...].In questo caso uniformarsi alle affermazioni del magistero non è un tradimento della coscienza, ma una conseguenza del suo dovere di base di essere aperta verso l'esterno."

H. Weber, Telogia morale generale, S: Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 1996, pag. 240

La struttura dialogica Magistero - teologi è davvero possibile o di fatto si rischia un ascolto unilaterale?

Barbara Serpi
Ultimo aggiornamento ( Saturday 24 July 2010 )
Finestra teologica 7 E-mail
Finestra teologica
L'alterità d'altri che deve spezzare il carattere definitivo dell'Io non può essere colta con l'aiuto di nessuna delle relazioni che caratterizzano la luce. Possiamo già anticipare dicendo che il piano dell'eros ci permette di intravederla, che l'altro per eccellenza è il femminile, grazie a cui un retromondo prolunga il mondo.

Levinas, E., Dall'Esistenza all'Esistente, Marietti, Casale Monferrato 1986, p. 77.

Perchè l'altro è il femminile?

Ultimo aggiornamento ( Saturday 17 July 2010 )
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