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13/07/2010
[8 Dicembre 2009] Avviare il settimo anno di attività ... E-mail
Ben sapendo che, sempre, la nostra vita intreccia insieme routine e novità, tutti noi cominciamo ogni nuovo anno con qualche aspettativa. Viviamo in un tempo in cui tutto ciò che noi facciamo sembra condannato ad avere vita breve. Il moralismo sull’incapacità degli uomini e delle donne di oggi a restare fedeli a ciò che si pensa e si sceglie non mi sembra né soddisfacente né convincente. E’ semplicemente un dato: l’aspettativa di vita si allunga, ma la durata delle nostre esperienze si accorcia. Il teorema della priorità dell’essere rispetto all’avere o l’allarme sulla logica consumistica rivela tutta la sua insufficienza dal momento che la moltiplicazione delle iniziative e l’accelerazione dei ritmi sono diventate condizioni fondamentali del nostro vivere a cui nessuno può far finta di non sottostare.
Avviare il settimo anno di attività del CTI significa fare i conti anche con questo. A volte sembra persino che la situazione della teologia in Italia e, in particolare, della teologia delle donne, oltre che mutata, sia diventata, progressivamente, sempre più inafferrabile. Capita di incontrare, nei posti più diversi, donne impegnate nello studio e nella ricerca teologici, appassionate per una disciplina che impone una gratuità almeno pari all’interesse. Ci si incontra, ci si conosce, ci si apprezza, ma tutte attraversiamo le vite le une delle altre come stelle cadenti, obbedienti alla legge dell’occasionale, figlie di un tempo in cui i termini “coordinato e continuato” sono diventati sinonimi di “precario e provvisorio”.
Una vita associativa chiede, invece, appartenenza e continuità. Per questo, forse, conserva un certo carattere di sfida. Con questa percezione avviamo allora un nuovo anno di attività: ce la faremo a conservare il numero raggiunto di 90 iscrizioni o, magari, ad arrivare, come avevamo sperato all’inizio, a 100? Riusciremo a tenere aperta una via di comunicazione tra noi effettiva ed efficace e riusciremo, soprattutto, ad aprire un dialogo con le più giovani che intraprendono ora, in un momento così faticoso per la vita delle nostre chiese, lo studio della teologia?

ISCRIZIONI 2010. Dopo i primi cinque anni di vita l’Assemblea nazionale del 2009 ha deciso di portare la quota associativa a 40 euro (+ 15 per coloro che intendono iscriversi all’Afert). Lo abbiamo discusso, l’accordo è stato quasi unanime, anche perché l’iscrizione da diritto a una newsletter settimanale e un servizio di pagine-web personali che, a ragione, ci vengono invidiati da molti. A questo proposito, il sito www.teologhe.org continua a svolgere un servizio di grande qualità, se pensiamo che è una delle poche voci che tiene viva la problematica di genere in un contesto civile ed ecclesiale, come quello italiano, in cui molte sono le estraneità, quando non addirittura le ostilità, da superare.

PAGINE WEB. L’aggiornamento delle pagine-web personali non sarà mai abbastanza caldeggiato: troppi sono i profili che ancora mancano, non sempre puntuale è l’aggiornamento dei curricoli e delle bibliografie. Non è un fatto marginale, né per coloro tra noi che sono più attempate, né per le più giovani. Tra noi, le generazioni più adulte hanno lottato per far uscire le donne dall’invisibilità. Nelle società e nelle chiese. Non possiamo, ora, essere noi a dimostrare che la misura di visibilità delle donne è unicamente quella della commercializzazione dato che siamo proprio noi le prime a renderci invisibili.

ASSEMBLEA 2010. Il momento assembleare, lo sappiamo è importante e produttivo nella misura in cui raccoglie un numero significativo di presenze. Anche se quest’anno vorremmo concentrare le nostre forze su un convegno nazionale in autunno, l’Assemblea annuale avrà luogo come previsto dallo Statuto. Per facilitare la partecipazione la terremo a Roma sabato 27 febbraio dalle ore 15.00 alle ore 18.30. Cercheremo di ospitare per la notte chiunque ne abbia bisogno. All’ordine del giorno, oltre alle incombenze annuali, la progettazione del II Convegno nazionale.

II CONVEGNO NAZIONALE 2010. Dopo ben sei anni dal I Convegno nazionale, tenutosi a Roma (Campidoglio) nel marzo 2004, e dal Convegno europeo, tenutosi sempre a Roma a un anno di distanza, è chiara a tutti la necessità di un momento tanto impegnativo quanto intenso di riflessione, proposta e dibattito che facciano il punto sulla situazione del fare teologia come donne nel nostro paese. In attesa dell’appuntamento internazionale di Siviglia 2011 per il Congresso dell’Afert (24-28 agosto). La data ipotizzata per il II Convegno nazionale del CTI è 12-14 ottobre.

SUI GENERIS. La collana del CTI ha visto nell’anno 2009 la pubblicazione di due volumi (Cettina Militello, Volti e storie. Donne e teologia in Italia, e Jolanda Guardi e Renata Bedendo, Teologhe, musulmane femministe). Altri tre volumi sono previsti per il 2010. Costa dedizione e sforzo, ma certamente contribuisce a fare della riflessione teologica di genere un interlocutore della teologia italiana. La diffusione dei volumi (quelli di quest’anno possono essere degli ottimi regali di Natale!), organizzando anche presentazioni nelle proprie città, dovrebbe diventare davvero un impegno in solido da parte di tutte. E’, tra l’altro, l’unico sostegno economico che può venire al CTI dalle proprie socie, oltre la quota di iscrizione.

SEMINARIO CTI-ATI. l Convegno sulla Mulieris Dignitatem (Assisi, novembre 2008), di cui sono stati pubblicati gli Atti, e quello sul Concilio di Trento (Trento, maggio 2009), di cui gli Atti sono in preparazione, hanno segnato due momenti forti della ricerca teologica del CTI. Per il 2010 prevediamo, per il mese di aprile (8-9), un seminario scientifico in cui confrontarci tra teologhe del CTI e teologi dell’ATI su un tema scottante quale Né templi né altari? Sacro, sacerdozio e sacrificio in prospettiva di genere.

INCONTRI DI ZONA. Al Triveneto e alla zona Umbria-Marche si è affiancata nel 2009 la Sicilia: è davvero auspicabile che l’esperienza già collaudata possa diffondersi anche da altre parti perché questi momenti particolari, con la vivacità delle loro differenti proposte, consentono al CTI di radicarsi nella concretezza del vissuto e delle relazioni interpersonali. E’ sperare troppo che nel prossimo anno anche  Lombardia, Lazio e Campania trovino finalmente il modo di organizzarsi e la Toscana riprenda il percorso già avviato?

SEGRETERIA. Sia pure con tempi dilatati rispetto alle previsioni iniziali, il progetto di dotare il CTI di un programma elettronico di segreteria sta cominciando a dare i suoi frutti. Il primo sarà la pubblicazione del nuovo Annuario de-lle/gli iscritte/i. E’ importante che ciascuna garantisca la correttezza dei propri dati e ricordi che, a norma di Statuto, vengono considerate decadute le iscrizioni di coloro che non sono in regola con la quota associativa per due anni.

Se anche nel 2009 il CTI ha funzionato è stato grazie a tanti piccoli e grandi apporti. La gratitudine è dovuta ma, forse, scontata e, soprattutto, guarda al passato. Vorrei invece rivolgermi al futuro e sperare che, come finora siamo andati avanti perché nei modi più diversi, in molti hanno sostenuto il CTI, così avverrà anche per l’anno che ci aspetta. Non sono forse proprio le risorse umane il più importante degli investimenti per il futuro? Vorrei davvero che ciascuna/o sentisse che può dare al CTI molto in intelligenza, perspicacia, voglia di fare, collaborazione. Buon lavoro!
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8 dicembre 2009
festività dell’Immacolata Concezione di Maria
Ultimo aggiornamento ( Saturday 13 February 2010 )
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