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Editoriale [ Il solstizio e le strade ]

natale2016

di Cristina Simonelli

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La notte verso la fine di dicembre si fa lunghissima e per questo si cerca la luce, perché i giorni possano trovare un appiglio, le persone una speranza e un conforto. Questa condizione ha dato origine – sia pure in realtà soltanto in una metà del mondo, quella dell’emisfero boreale – a molte feste: Saturnalia e Nascita del Sole invitto a Roma, Yule nordica, Channukah ebraica, Natale cristiano. Paura di tutti e speranza di tutti che non sopporta recinzioni ed esclusioni. L’anno si chiude e si ri/apre con un pensiero di nascita, con una pratica materna perché la notte dei conflitti diventi alba di pace, come in questo canto cui affidiamo il nostro augurio: http://kabbaland.com/MLH/la-preghiera-delle-madri-ebree-musulmane-cristiane/. Troppe sono le morti e le macerie che interrompono questo canto, a cominciare da quelle di Aleppo, che sembrano non finire mai, fino a quelle di Berlino che portano nel cuore dell’Europa un frammento delle guerre del mondo. Per questo tuttavia hanno senso tutte le luci e le piccole candele, così come i gesti e le preghiere di chi cerca le vie della pace. Una profezia, meno nota di quella che vede il lupo riposare con l’agnello e le armi trasformate in strumenti di lavoro, proclama infatti “in quel giorno” l’esistenza di una strada di pace (Is 19, 23-25) tra i popoli che in quel testo biblico sono nemici per eccellenza, Egitto e Assiria. Questa visione dei tempi messianici, promessa di shalom, «tutela l’esistenza di una diversità non conflittuale» (Piero Stefani, Luce per le genti, p.29). In tale quadro l’identità di elezione è svolta come benedizione, radicalmente inclusiva.

Cercare queste strade, aprire queste molteplici connessioni, disporsi nella benedizione è pratica non solitaria. Scrive Monica Cornali in una poesia dedicata a Donne di spirito – «a caccia di Dio», «donne del dentro» e «dell’oltre» (Hillesum, Delbrêl, Weil, Stein, Arendt) – ma estensibile ben al di là di quei nomi: «da quando vi ho incontrato,/ non sono più sola / a lottare con l’Angelo, /a portarne le ferite, /come vessilli fioriti». Il coordinamento delle Teologhe Italiane è, mi sembra, anche un po’ questo: non elimina le fatiche e le difficoltà, né personali né ecclesiali né delle grande storia, ma offre una com/pagnia, una rete, una ulteriore strada. Come più volte ci siamo dette questa rete consente di condividere i momenti gioiosi – dalle nascite agli affetti, dai lavori che iniziano ai successi accademici o editoriali – e quelli faticosi, dalle malattie agli incarichi improponibili, dai lutti ai compiti che, per diversi motivi, si interrompono. Non cambia tutto questo, ma consente di portarlo almeno un po’ insieme: e dunque, in fondo, lo rende anche diverso.

Questa lavoro del CTI ha una trama di fondo, sulla quale si innesta l’operosità comune delle socie e dei soci nonché dei molti che ci seguono con sim/patia, così come si inseriscono le iniziative che hanno la nostra partnership, dal Corso contro la violenza di genere, in collaborazione con l’Università di Bergamo al XIII Colloquio dell’Istituto Costanza Scelfo [Donne e Riforma della Chiesa: 27-29 aprile – Roma]: per questo e molto altro non dimenticate di dare un’occhiata al sito e al suo calendario. Come tutti gli anni la trama comune è rappresentata dall’evento a cui stiamo lavorando (in particolare Adriana Valerio, Renata Bedendo, Letizia Tomassone) da mesi: il Convegno Internazionale in collaborazione con Facoltà Valdese di Roma: La Bibbia e le donne a partire dalla Riforma: 5oo anni di cambiamenti [pdf programma] che si svolgerà il 5-6 maggio [pdf locandina]. Tutti si considerino invitati!!! Per le socie e i soci inoltre ricordo che i quattro anni del mandato dell’attuale consiglio di presidenza nel suo complesso stanno giungendo a scadenza: l’assemblea associativa, che si svolgerà subito dopo il Convegno – dunque il 7 maggio a Roma – verificherà l’intero quadriennio e sarà anche elettiva. La convocazione e l’ordine del giorno saranno inviati in seguito, ma prego tutte/i di segnare la data in agenda per partecipare a questo importante momento associativo. Dunque, oltre agli auguri che rinnovo anche a nome dell’intero Consiglio, un grazie collettivo per tutto quello che ognuna fa per il CTI e ancora di più per quello che vive!

Cristina Simonelli

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