Affetto e riconoscenza a p. Rosino Gibellini

Nel giorno in cui in tanti, da tutto il mondo, si congedano da p. Rosino Gibellini, per noi del Coordinamento teologhe italiane il sentimento di gratitudine è più forte di quello di cordoglio. Se abbiamo fatto della teologia la nostra passione, se abbiamo acquisito gli strumenti per entrare nella discussione teologica internazionale che ha preparato e accompagnato il Concilio Vaticano II, se in tante oggi anche in Italia esercitiamo il ministero dell’insegnamento teologico, lo dobbiamo certamente al suo acume e alla sua lungimiranza, al suo coraggio e alla sua genialità. Tutto il mondo teologico italiano gli deve molto. Però, poiché non c’è dubbio che la teologia femminista – e chi la esercita – non ha vita facile in nessun paese e l’Italia non fa certamente eccezione, noi dobbiamo a lui non solo di aver reso disponibile al pubblico italiano l’opera di importanti teologhe cattoliche ed evangeliche sia europee che di oltreoceano, ma soprattutto di aver avuto il coraggio di riconoscere che il pensiero teologico delle donne, grazie anche alle loro lotte, rappresenta un’apertura di credito verso il futuro.

Salutiamo p. Gibellini con affetto e riconoscenza per ciò che coraggiosamente ha fatto e con la speranza che altri e altre saranno in grado di assumere il testimone che ci ha lasciato.

«Ma lei gli replicò»: un documento per il Sinodo.

Dall'incontro che il Cti ha organizzato il 20 marzo scorso insieme alle altre associazioni di donne aderenti alla Rete Sinodale è nato un documento su “Autorità e partecipazione” e “Discernere e decidere”, inviato ai Vescovi italiani e alla Segreteria del Sinodo universale il 29 aprile, giorno di santa Caterina Dottora della Chiesa.

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