
Care amiche e cari amici
Vi raggiungiamo con una triste notizia, arrivata tramite Alessandra Buccolieri: ieri 10 giugno 2026 è mancata Nicoletta Fusaro, amica e socia CTI di Vicenza.
Nicoletta è stata persona di rara sensibilità e umanità, dal con-tatto con le persone assistite in terapia del dolore e dalla passione per la Parola aveva sviluppato la sua ricerca, pubblicata nel 2016. Condivido le sue parole…
“Perciò la conclusione del nostro lavoro non può che portarci al mattino di Pasqua, al cap. 24 di Luca, dove tre donne – Maria Maddalena, Giovanna e Maria di Giacomo – andarono al sepolcro portando gli aromi che avevano preparato (cf. Lc 24,1-10). Trovarono il sepolcro aperto ma non trovarono il corpo di Gesù. Ricevettero l’invito a non cercare tra i morti colui che è vivo e il compito di ricordare le parole del Signore. È a questo punto – prima di narrare la loro testimonianza (non creduta) agli Undici – che l’evangelista inserisce l’attestazione del cammino di fede di queste donne: «Ed esse si ricordarono delle sue parole» (Lc 24,8). Il testo traduce con «parole» il termine greco ῥημάτων che ha il significato di «quel che è detto», ma anche di «evento, fatto». La fede si appoggia sul ricordo delle parole, dei sentimenti, dei gesti del Signore. Non si tratta di custodire passivamente, nella memoria, le parole e i fatti vissuti o ascoltati ma di scrutarne il senso e sforzarsi di comprendere la solidità di ciò che si è ricevuto (cf. Lc 1,4; 2,19). Ora, anche per la madre vedova di Nain quel giorno è stato un mattino di Pèsah («pasqua», «passaggio»). Il suo andare al sepolcro del figlio, accogliere l’invito a non piangere per un morto, poter lasciare aperto (e vuoto) quel sepolcro grazie alla compassione del Signore, fa anche di lei una madre-scrigno che conserva quelle parole-evento nel suo cuore (cf. Lc 2,51). Anche di lei si può pensare che abbia ricordato per sempre le parole del Signore e quella compassione per lei. La stessa compassione che ancora, di carne in carne, può far «passare oltre» il dolore, oltre la morte, verso la vita.”
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Simona Segoloni
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Comunicazioni curate dallo staff CTI


