La finestra teologica 40

“ Il pensiero religioso rivolto all’etica diffida del
gioco, che viene contrapposto alla serietà dell’esistenza. L’attività ludica è
affermazione della vita come libertà, glorificazione dell’apparenza,
dispiegamento del desiderio. Liberazione di fronte alle pesantezze del bisogno,
dell’affanno e del lavoro. E’ giocando che abbiamo appreso il reale, il
linguaggio, il nostro rapporto con il mondo. (…) Il gioco rompe con
l’utilitarismo annesso alla soddisfazione dei bisogni e ai valori di
produzione. Una incapacità di giocare sarebbe il segno di una carenza umana,
anzi spirituale: segno di una troppo grande serietà, cioè di un un troppo
grande attaccamento ai valori dell’agire. Qualche volta bisogna che lo spirito,
da calcolatore, ritorni fanciullo”.

(X.
Lacroix, Il Corpo di carne,la dimensione
etica, estetica e spirituale dell’amore
, EDB, Bologna 2005, pp. 34-35)

Nel gioco ‘il tempo è per il fanciullo e non il fanciullo per il tempo’; Rischiamo
di consegnare la nostra libertà al tempo, piuttosto che fare del tempo il luogo
in cui si dispiega la nostra libertà di persone?

Lucia Magrini