
Carissime e carissimi,
ogni venerdì santo ci mette di fronte alle crocifissioni del mondo, alla carne offesa delle donne, degli uomini e della natura. Come ogni anno contempliamo la solidarietà di Dio stesso con ciò che soffre e viene violato, con ciò che viene ucciso. Dentro questo abisso di dolore e buio ci è chiesto di coltivare la speranza, uno sguardo da lontano sul sepolcro, una sapienza antica che vede nelle grotte scavate nella roccia il grembo partoriente della terra. I nostri tempi hanno bisogno di questa sapienza che ci istruisce sulla Pasqua e sulla resurrezione, che ci fanno andare al sepolcro la mattina dopo il sabato, scoprendo la vita dove nessuno la cercava, ma nella quale noi un po’ speravamo. Alle discepole è chiesto di ricordare ciò che avevano appreso, ciò in cui erano state istruite. Così è chiesto a noi.
A ciascuna, a ciascuno, a tutti quelli che amate e cui siete legati in mille modi, questa Pasqua porti la speranza di attraversare il buio sapendo da quale parte la luce spunterà, perché spunterà e illuminerà un sepolcro ormai vuoto.
Simona Segoloni
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Presidente del Coordinamento Teologhe Italiane

